Tipologie di procedimento

INFORMATIVA IMU 2021

Responsabile di procedimento: Ciotta Maria Rosa
Responsabile di provvedimento: De Ritis Miranda

Uffici responsabili

Servizio Tributi

Descrizione

 

INFORMATIVA IMU ANNO 2021

Pagamento acconto e saldo IMU 2021

Prima rata di acconto

In base all’art. 1 comma 762 della Legge n. 160/2019 l’imposta dovuta in acconto è pari all'imposta dovuta per il primo semestre applicando l'aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell'anno precedente.

Seconda rata di saldo

Il versamento della rata a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno è eseguito, a conguaglio, tenendo conto dell'aliquota dell’IMU stabilita per l'anno 2021 (vedi le aliquote infra riportate).

I contribuenti devono versare l'imposta, per l'anno in corso, in due rate:

• prima rata in acconto entro il 16 giugno 2021;

• seconda rata a saldo entro il 16 dicembre 2021.

Resta in ogni caso nella facoltà del contribuente provvedere al versamento dell'imposta complessivamente dovuta in un'unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno 2021.

Dove e come si paga

Il versamento si effettua mediante mod. F24 (in posta, banca o per via telematica) o bollettino postale.

N.B. dall'1 ottobre 2014 il pagamento dei modelli F24 superiori a 1000 euro può essere effettuato solo in via telematica come previsto dall'art. 11, comma 2, del decreto legge 66/2014 (Si vedano le istruzioni fornite dall'Agenzia Entrate).

Codici tributo: i codici da utilizzare per il pagamento con mod. F24 sono i seguenti:

3912 Abitazione principale e relative pertinenze

3914 Terreni

3916 Aree fabbricabili

3918 Altri fabbricati diversi dalla categoria D

3923 Interessi (a seguito di accertamento)

3924 Sanzioni (a seguito di accertamento)

3925 Immobili di categoria D (quota Stato)

3930 Immobili di categoria D (quota Comune)

Codice comune: in tutti i casi, sia per la quota comunale che per quella dello Stato deve essere riportato sul mod. F24 il codice identificativo del Comune di Francavilla al Mare: D763.

Decimali. l'Imu va versata senza decimali, con arrotondamento all'euro per difetto se la frazione è pari o inferiore a 49 centesimi, per eccesso se superiore (esempio: 72,49 euro si arrotondano a 72 euro; 72,50 si arrotondano a 73 euro). L'arrotondamento va effettuato per ogni rigo del mod. F24 (es. nel caso dei fabbricati di cat. D di cui all'esempio 2, sotto riportato alla voce "Esempi di calcolo": euro 88,73 per altri fabbricati - quota Comune, ed euro 259,35 per altri fabbricati - quota Stato, si arrotondano rispettivamente a 89 e 259 euro).

Bollettini postali: per il versamento mediante bollettino postale si rinvia alle istruzioni contenute nell'apposita pagina del sito web di Poste italiane.

Importo minimo

L'importo minimo per soggetto passivo è 12 euro annui.

Calcolo dell’imposta

Il comma 761 della Legge 160/2019 ha modificato il modo di calcolare il mese di possesso:

il mese durante il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni di cui il mese stesso è composto è computato per intero; il giorno di trasferimento del possesso si computa in capo all'acquirente e l'imposta del mese del trasferimento resta interamente a suo carico nel caso in cui i giorni di possesso risultino uguali a quelli del cedente.

Il calcolo dell’imposta sarà quindi:

Rendita catastale rivalutata (rendita X 5%) X il coefficiente specifico per ogni categoria X l’aliquota prevista.

Base imponibile

Per calcolare l'importo da versare è necessario determinare la base imponibile, sulla quale applicare l'aliquota.
Fabbricati: la base imponibile dei fabbricati iscritti in Catasto, ossia il valore, si ottiene applicando alla rendita catastale rivalutata del 5% i moltiplicatori sotto indicati.
Ad esempio, per un'abitazione di cat. A/2, con rendita di euro 1.000, il valore sul quale applicare l'aliquota è euro 168.000 (1.000 x 1,05 x 160 = 168.000). I moltiplicatori da applicare sono:

Categoria Catastale dell'immobile

Tipologia

Moltiplicatore IMU

A (tranne A/10)

Abitazioni

160

A/10

Uffici e studi privati

80

B

Collegi, scuole, ospedali etc.

140

C/1

Negozi e Botteghe

55

C/2 - C/6 - C/7

Magazzini, autorimesse, tettoie

160

C/3 - C/4 - C/5

Laboratori, palestre e stabilimenti termali senza fini di lucro

140

D (tranne D/5)

Alberghi, teatri etc.

65

D/5

Banche e assicurazioni

80

La rendita catastale dei propri immobili può essere verificata al Catasto (presso l'Agenzia delle Entrate viale Amendola, Chieti. .

Si può conoscere la rendita anche via internet collegandosi al sito www.agenziaentrate.gov.it

Terreni Agricoli: il reddito dominicale va aumentato del 25% e moltiplicato per 135. I terreni agricoli, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola sono esclusi dall'imposta.

Aree Fabbricabili: si deve considerare il valore venale in comune commercio del terreno alla data dell'1 gennaio 2021.

Il Comune di Francavilla al Mare con Delibera di G.C. n. 16 del 26.01.2021 ha confermato per l'anno d'imposta 2021, ai fini dell'applicazione dell'imposta municipale propria di cui all'articolo 13 del decreto legge n. 201/2011 (conv. in Legge n. 214/2011), gli stessi valori delle aree edificabili stabiliti per gli anni dal 2008 al 2020.

Le perizie possono essere consultate all’interno del link “casa e territorio” presente sull’ home page del sito istituzione del comune di Francavilla al Mare www.comune.francavilla.ch.it

Aliquote per il versamento                                                                                                                   

Con Delibera di C.C. n. 14 dell’8/04/2021 sono state confermare per il 2021 le aliquote adottate per l’anno 2020 con Delibera di C.C. n. 27 del 30 settembre 2020 che prevede la seguente articolazione delle aliquote:

- Aliquota ordinaria IMU 10,6‰

- Aliquota IMU abitazione principale classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e

relative pertinenze 6‰;

- Aliquota IMU dell’8,6‰ per:

1) Immobili in categoria A10 (Studi e Uffici)

2) Immobili in categorie B1, B2, B3, B4, B5, B6, B7 e B8

3) Immobili in categoria C1 (Negozi e botteghe)

4) Immobili in categoria C3 (Laboratori e locali di deposito)

5) Immobili in categoria C4 (Fabbricati arti e mestieri)

6) Fabbricati in categoria D2 (Alberghi e pensioni)

7) Stabilimenti balneari in categoria D8 (esclusi tutti gli altri immobili in categoria D8)

- Aliquota IMU del 7,6‰ per i terreni agricoli;

- Aliquota IMU del 9,6‰ per le aree fabbricabili;

- Aliquota IMU fabbricati rurali ad uso strumentale 0,00‰, dunque esenti;

- Aliquota IMU fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto

che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati 0,00‰.

Abitazione principale e detrazione

Per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. Ove due coniugi non legalmente separati abbiano stabilito invece la dimora abituale e la residenza anagrafica in due immobili situati in comuni diversi, le agevolazioni anzidette competono ad entrambi gli immobili solo a condizione che sia fornita idonea documentazione o altro elemento di prova idonei a dimostrare l’effettività dell’esigenza del mantenimento di dimore e residenze separate. In mancanza, le agevolazioni competono ad un solo immobile.

Sono, altresì, considerate abitazioni principali le seguenti unità immobiliari:

  1. le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
  2. le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;
  3. i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146, del 24 giugno 2008, adibiti ad abitazione principale;
  4. la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;
  5.  un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
  6.  l’unità immobiliare posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata; allo stesso regime dell'abitazione soggiace l'eventuale pertinenza. In caso di più unità immobiliari, la predetta agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare.

Pertinenze

Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo. Nel caso in cui, ad esempio, si possiedano due unità di categoria C/6, ad una di esse si applicherà l'aliquota ordinaria.

Detrazione

Dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare di cat. A/1, A/8 e A/9 adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione. Se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi in uguale misura e proporzionalmente al periodo per il quale la destinazione medesima si verifica (esempio: 2 coniugi comproprietari residenti, uno al 60% e uno al 40%, avranno diritto, su base annua, a 100 euro di detrazione a testa, quindi 50 euro per l'acconto).
Come previsto dall'art. 13 del D. L. 201/11, non sono più previste le ulteriori detrazioni di 50 euro per ciascun figlio dimorante e residente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale di età non superiore a 26 anni.

Casi particolari

Residenti All’estero

Si ricorda che la Legge n.160/2019 dal 2020 non ha più previsto la possibilità di assimilazione ad abitazione principale per gli immobili posseduti dai cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE, neppure per quelli già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza. Invero, per il 2020 i suddetti soggetti sono stati soggetti passivi d’imposta.

La Legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, comma 48, prevedere che “A partire dall'anno 2021 per una sola unità immobiliare a uso abitativo, non locata o data in comodato d'uso, posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto da soggetti non residenti nel territorio dello Stato che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall'Italia, l'imposta municipale propria di cui all'articolo 1, commi da 739 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160,è applicata nella misura della metà.

Quindi, i residenti all’estero titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia beneficiano di una riduzione del 50% dell’imposta per una sola unità immobiliare a uso abitativo, non locata o data in comodato d'uso, posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto.

Si precisa che possono usufruire della presente riduzione solo i soggetti residenti all'estero, titolari di una pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia, che quindi hanno lavorato in Stati esteri extracomunitari in convenzione con l'Italia.

Gli Stati esteri extracomunitari convenzionati con l'Italia sono i seguenti: Argentina, Australia, Brasile, Canada e Québec, Israele, Isole del Canale e Isola di Man, Messico, Paesi dell'ex-Jugoslavia (Repubblica di Bosnia ed Erzegovina, Repubblica del Kosovo, Repubblica di Macedonia, Repubblica di Montenegro, Repubblica di Serbia e Vojvodina ), Principato di Monaco, Repubblica di Capo Verde, Repubblica di Corea (solo distacco), Repubblica di San Marino, Santa Sede, Tunisia, Turchia, USA (Stati Uniti d’America), Uruguay, Venezuela.

 

Dunque, ai fine della presente riduzione valgono solo le pensioni in convenzione internazionale, nelle quali la contribuzione versata in Italia si totalizza con quella versata in un Paese estero.

Per beneficiare della riduzione è necessario presentare Dichiarazione IMU nella quale il contribuente dovrà barrare la casella «riduzione» ed indicare nello spazio dedicato alle annotazioni che ricorrono i requisiti previsti dall’art. 1, comma 48, legge n. 178/2020; lo stato di pensionamento può essere attestato avvalendosi di una dichiarazione sostitutiva di certificazione, ai sensi del DPR n. 445 del 2000.

Visto che si tratta di una riduzione e non è più di una assimilazione alla abitazione principale (come avveniva fino al 2019) andrebbero escluse le pertinenze, in quanto non espressamente ammesse alla agevolazione dal provvedimento normativo di stretta interpretazione

Per i residenti all'estero impossibilitati ad effettuare il versamento tramite modello F24 è possibile il pagamento con bonifico con le seguenti modalità alternative indicate nelle istruzioni ministeriali:

- per la quota spettante al Comune effettuare un vaglia internazionale bancario, vaglia postale internazionale di versamento in c/c o bonifico bancario intestato a:

TESORERIA COMUNALE BANCA INTESA SAN PAOLO

Codice SWIFT:  BCITITMMXXX – Codice IBAN IT90Z0306977691100000046076 ;

- per la quota riservata allo Stato effettuare un bonifico direttamente in favore di:

BANCA D’ITALIA 

codice BIC BITAITRRENT - codice IBAN IT02G0100003245348006108000.

La copia di entrambe le operazioni deve essere inoltrata al Comune per i successivi controlli.
Come causale dei versamenti devono essere indicati:

  • il codice fiscale o la partita IVA del contribuente o, in mancanza, il codice di identificazione fiscale rilasciato dallo Stato estero di residenza, se posseduto;
  • la sigla "Imu", Comune di Francavilla al Mare e i relativi codici tributo;
  • l'annualità di riferimento;
  • l'indicazione "Acconto" o "Saldo".

Successioni

Al coniuge superstite spetta il diritto di abitazione sull'immobile adibito a residenza familiare, se di proprietà del coniuge defunto o comune, comprese le pertinenze. Tale diritto prevale sulle quote di comproprietà degli eventuali eredi e rende il coniuge superstite soggetto passivo dell'imposta per il 100% dell'immobile e delle pertinenze. In tal caso gli eventuali altri eredi non sono soggetti all'imposta. Per casi particolari, rivolgersi all'ufficio.

Fabbricati rurali strumentali

Dall’1.1.2020 l’aliquota IMU di base per i rurali strumentali è pari allo 0,1%. I Comuni possono ridurre l’aliquota fino all’azzeramento (art. 1 co. 750 della L. 160/2019).

L’aliquota IMU fabbricati rurali ad uso strumentale deliberata per l’anno corrente è dello 0,00‰, dunque i suddetti immobili sono esenti.

Fabbricati rurali non strumentali

Sono soggetti all'imposta sulla base della rendita catastale in atti, in qualunque categoria catastale siano censiti, con aliquota ordinaria se immobili diversi dalle abitazioni principali.

L’aliquota ordinaria IMU per l’anno corrente è del 10,6‰.

Immobili di interesse storico-artistico

Ai sensi dell'art. 13, comma 3, lett. a) del D. L. 201/11, per gli immobili dichiarati di interesse storico e artistico, soggetti a vincolo diretto ai sensi dell'art. 10 del D. Lgs. 42/04, la base imponibile è ridotta del 50%.

N.B. i fabbricati con vincolo indiretto (previsto dall'art. 45 del D. Lgs. n. 42/04, già art. 21 L. 1089/1939) sono esclusi dall'agevolazione.

Immobili inagibili

La riduzione del 50% della base imponibile di cui all’articolo 13, comma 3, lettera b), del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (conv. in L. n. 214/2011) prevista per i fabbricati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, si applica a condizione che:

1. l’inagibilità o inabitabilità consista in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante e simile);

2. la fatiscenza del fabbricato non sia superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria bensì esclusivamente con interventi di ristrutturazione edilizia, restauro/risanamento conservativo o di ristrutturazione urbanistica previsti dall’articolo 31, comma 1, lettere c), d) ed e) della legge 5 agosto 1978, n. 457;

3. il fabbricato non potrà essere utilizzato se non dopo l’ottenimento di nuova certificazione di agibilità/abitabilità nel rispetto delle norme edilizie vigenti in materia.

A puro titolo esemplificativo l’inagibilità o inabitabilità si verifica qualora ricorrano le seguenti situazioni:

a) lesioni a strutture orizzontali (solai e tetto compresi) tali da costituire pericolo a cose o persone, con rischi di crollo parziale o totale;

b) lesioni a strutture verticali (muri perimetrali o di confine) tali da costituire pericolo a cose o persone, con rischi di crollo parziale o totale;

c) edifici per i quali è stata emessa ordinanza di demolizione o ripristino;

d) edifici che non siano più compatibili all’uso per il quale erano stati destinati per le loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche di fatiscenza.

2. Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari, catastalmente autonome e anche con diversa destinazione, la riduzione è applicata alle sole unità dichiarate inagibili o inabitabili.

3. Lo stato di inabitabilità o di inagibilità può essere accertato:

a) mediante perizia tecnica rilasciata da parte di un tecnico abilitato o da parte dell’ufficio tecnico comunale, con spese a carico del possessore interessato dell’immobile;

b) da parte del contribuente con dichiarazione sostitutiva ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, unitamente alla documentazione fotografica dell’immobile oggetto di autocertificazione.

Il Comune si riserva di verificare la veridicità di tale dichiarazione, mediante il proprio ufficio tecnico o professionista esterno.

4. L'inizio e la cessazione dello stato di inagibilità o inabilità dovranno essere dichiarate dal contribuente, attraverso la presentazione della dichiarazione di variazione IMU nei modi e nei termini di legge o di regolamento; alla dichiarazione deve essere allegata perizia dello stato dell'immobile da parte di un tecnico abilitato, o da parte dell'ufficio tecnico comunale, attestante lo stato di inagibilità o inabilità oppure una dichiarazione sostitutiva, ai sensi del D.P.R. 445/2000. La riduzione decorre dalla data in cui lo stato di inabitabilità o di inagibilità è accertato dal tecnico abilitato o dall’ufficio tecnico comunale ovvero dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva all’Ufficio tributi del Comune.

5. L'omissione di uno degli adempimenti di cui al comma precedente comporta la decadenza dal diritto o il mancato riconoscimento dell'agevolazione.

Immobili concessi in comodato

All'unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori o figli), che le utilizzano come abitazione principale, si applica la riduzione del 50% della base imponibile purché:

  • l'immobile non sia classificato nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • il contratto di comodato sia registrato;
  • il comodante risieda anagraficamente nonchè dimori abitualmente nello stesso comune in cui é situato l'immobile concesso in comodato;
  • il comodante possieda un solo immobile in Italia, oppure possieda nello stesso comune, oltre all'immobile concesso in comodato, un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Riguardo a quest'ultimo requisito, il MEF ha precisato che per “un solo immobile” in Italia deve intendersi un solo immobile "ad uso abitativo". Pertanto, fermo restando il rispetto degli altri requisiti, può beneficiare dell'agevolazione il soggetto passivo che, oltre alla propria abitazione principale e a quella data in comodato, possiede altri immobili non abitazioni (es. pertinenze) (v. Risoluzione n. 1/DF del 17 febbraio 2016).

La riduzione della base imponibile del 50% può continuare ad essere applicata in caso di decesso del comodatario qualora nell’immobile risiedano il coniuge e i figli minori.

In caso di contitolarità dell'immobile, qualora uno dei contitolari utilizzi l'immobile come abitazione principale, l'agevolazione non si applica.

Se il comodato varia o cessa, occorre presentare una nuova Dichiarazione IMU.

Immobili locati a canone concordato

La base imponibile è ridotta del 25 per cento per le abitazioni locate a canone concordato di cui alla Legge n. 431/1998:

a) contratti di locazione agevolata ad uso abitativo ai sensi dell'art. 2, comma 3;

b) contratti per studenti universitari di cui all'art. 5, comma 2-3;

c) contratti transitori di cui all'art. 5, comma 1.

La presente agevolazione si applica esclusivamente ai contratti muniti di attestazione di rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto alle disposizioni della L. 431/1998 e s.m.i., del D.M. 16 gennaio 2017 rilasciata secondo le modalità previste dall'accordo territoriale definito in sede locale.

Qualora le parti, nel predisporre il contratto di locazione concordato, non scelgano di farsi assistere, dalle rispettive organizzazioni sindacali, per poter fruire delle agevolazioni IMU previste per la locazione a canone concordato è necessaria l'attestazione di rispondenza del contratto da parte di almeno una delle organizzazioni Sindacali che hanno sottoscritto l'accordo locale.

La presente agevolazione è subordinata alla presentazione all'Ufficio Tributi del Comune di Francavilla del contratto registrato e dell'attestazione di rispondenza.

Terreni agricoli

I terreni agricoli sono soggetti ad IMU.

Per terreno agricolo si intende il terreno iscritto in catasto, a qualsiasi uso destinato, compreso quello non coltivato.

 Sono esenti da IMU i terreni agricoli

  1. posseduti e condotti dai coltivatori diretti professionali di cui all’art. 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 iscritti alla previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione;
  2. immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

Fabbricati "merce"

Fino all'anno 2021, i fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall'impresa costruttrice, fintanto che permanga tale destinazione e non siano locati, sono assoggettati all'IMU, considerando un'aliquota base dello 0,1%, I Comuni, con apposita delibera del Consiglio Comunale, in conformità con la normativa di riferimento, possono ridurre l’aliquota fino all’azzeramento.

Esenzioni

1. Sono esenti dall’imposta i terreni agricoli come di seguito qualificati:

a) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 99/2004, iscritti alla previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’art. 1, c. 3, del richiamato decreto, indipendentemente dalla loro ubicazione;

b) ubicati nei comuni delle isole minori di cui all’allegato annesso alla Legge 28 dicembre 2001, n. 448;

c) a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile;

d) ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della Legge n. 984/1977, sulla base dei criteri individuati dalla circolare del MEF n. 9 del 14 giugno 1993.

2. Sono altresì esenti dall’imposta, per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte:

a) gli immobili posseduti dallo Stato e dai comuni, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali; l’esenzione compete esclusivamente in caso di identità tra soggetto possessore e soggetto utilizzatore;

b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;

c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’articolo 5-bis del DPR 601/1973 e s.m.i.;

d) i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;

e) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato tra la Santa Sede e l’Italia, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con la legge 27 maggio 1929, n. 810;

f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;

g) gli immobili posseduti e direttamente utilizzati da enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non abbiano per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento diretto e materiale con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività dirette all’esercizio del culto, cura anime, formazione del clero e dei religiosi, scopi missionari, catechesi ed educazione cristiana di cui all’ art. 16, lettera a) della L. 222/1985;

h) gli immobili concessi in comodato gratuito al Comune di Francavilla al Mare, ad altro ente territoriale o ad ente non commerciale per l’esercizio dei propri scopi istituzionali o statutari.

3. L’esenzione di cui alla lettera (g) del comma 2 è limitata agli immobili che soddisfino le seguenti condizioni:

a) identità tra soggetto possessore, a titolo di proprietà o di diritto reale di godimento od in qualità di locatario finanziario, e soggetto utilizzatore;

b) rispetto dei presupposti e le condizioni previste dall’art. 91 bis del D.L. n. 1/2012 e s.m.i. nonché del Regolamento del Ministero delle Finanze n. 200/2012.

4. Le esenzioni di cui al comma 2 sono elencate in via tassativa e non suscettibili di interpretazione analogica.

5. Per destinazione dell’immobile, quale presupposto per beneficiare dell’esenzione di cui al comma 2, si intende l’esclusiva destinazione temporale e spaziale dell’immobile alla specifica finalità a cui è riferita l’esenzione, fatto salvo quanto disposto dall’art. 91 bis del D.L. n. 1/2012 e s.m.i..

Enti non commerciali

Per gli immobili posseduti e utilizzati da enti non commerciali di cui all'art. 7, comma 1, lett. i) del D. Lgs. 504/92, l'esenzione è riconosciuta solo se destinati esclusivamente alle attività elencate allo stesso comma dell'art. 7, con modalità non commerciali, fatta eccezione per gli immobili posseduti da partiti politici, che restano assoggettati all'imposta indipendentemente dalla destinazione d'uso dell'immobile.

Se gli immobili hanno un'utilizzazione mista, l'esenzione si applica solo alla frazione di unità nella quale si svolge l'attività di natura non commerciale (decreto n.200 del 19 novembre 2012).

Dal 2014, possono rientrare nei casi di esenzione anche gli immobili destinati esclusivamente ad attività di ricerca scientifica, purché venga presentata la relativa dichiarazione Imu a pena di decadenza.

Il versamento è effettuato dagli enti non commerciali esclusivamente con mod. F24 in tre rate di cui le prime due, di importo pari ciascuna al 50% dell'imposta complessivamente corrisposta per l'anno precedente, devono essere versate entro il 17 giugno e 16 dicembre, l'eventuale conguaglio dell'imposta complessivamente dovuta, deve essere versata entro il 16 giugno dell'anno successivo a quello cui si riferisce il versamento.

Gli enti non commerciali eseguono i versamenti del tributo con eventuale compensazione dei crediti, nei confronti dello stesso comune nei confronti del quale è scaturito il credito, risultanti dalle dichiarazioni presentate successivamente alla data del 1.1.2014.

Riguardo alla dichiarazione Imu, gli enti non commerciali presentano la dichiarazione esclusivamente in via telematica, secondo le modalità approvate con apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze del 26 giugno 2014.

Immobili di cat. D/E con impianti fissi (cd. “imbullonati”)

A decorrere dal 1° gennaio 2016, la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, censibili nelle categorie catastali dei gruppi D ed E, e' effettuata, tramite stima diretta, tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l'utilità, nei limiti dell'ordinario apprezzamento. Sono esclusi dalla stessa stima diretta macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo.

Dichiarazione Imu

I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell'anno successivo alla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta, utilizzando il modello approvato con l’apposito decreto ministeriale.

Nelle more dell’entrata in vigore del suddetto decreto, i contribuenti continuano ad utilizzare il modello di dichiarazione di cui al Decreto del Ministero dell’economia e delle Finanze 30 ottobre 2012. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta. Con il citato decreto, sono, altresì, disciplinati i casi in cui deve essere presentata la dichiarazione.

In ogni caso, ai fini dell’applicazione dei benefìci di cui al comma 741, lettera c), numeri 3) - alloggi sociali -e 5) - personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e Forze di polizia -ed al comma 751, terzo periodo - beni merce -il soggetto passivo attesta nel modello di dichiarazione il possesso dei requisiti prescritti dalle norme.

Si ricorda che la presentazione della dichiarazione IMU è obbligatoria in tutti i casi indicati nelle istruzioni ministeriali e comunque ogni qualvolta le informazioni non siano direttamente conoscibili dal comune.

Salvo il caso degli Enti non commerciali, per i quali si rinvia all’apposito paragrafo, la dichiarazione può essere consegnata allo sportello di Corso Roma, 7 oppure trasmessa per posta raccomandata senza avviso di ricevimento, o per posta certificata all'indirizzo e-mail protocollo@pec.comune.francavilla.ch.it.

E' possibile presentare la dichiarazione anche in via telematica, secondo le modalità approvate con apposito decreto del Ministero dell'economia e delle finanze.

Ravvedimento operoso

I cittadini non in regola con il pagamento dei tributi comunali possono avvalersi del Nuovo ravvedimento operoso dal 01/01/2020.

Il Decreto Fiscale 16/10/2019 n. 124, convertito con modificazioni dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157 (pubblicato in G.U. 24/12/2019, n. 301), estende dal 01/01/2020 anche ai tributi locali il ravvedimento operoso lunghissimo che consente ai contribuenti di sanare la propria situazione debitoria oltre l’anno dopo la scadenza fissata per il versamento.

I Contribuenti che non abbiano versato nei termini, o abbiano effettuato versamenti parziali dei tributi comunali, possono sanare la violazione, mediante l’applicazione del ravvedimento operoso pagando il tributo non versato maggiorato della sanzione ridotta, differenziata come sotto riportata, nonché degli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

Il ravvedimento operoso è da intendersi quale adempimento spontaneo ed utilizzabile solo se la violazione di omesso, parziale o tardivo versamento del tributo non sia stata già contestata dall’Ente e comunque non siano iniziate attività amministrative di accertamento delle quali il contribuente abbia avuto formale informativa.

Sanzioni

Variano in base al ritardo con cui viene effettuato il pagamento:

  • entro il quattordicesimo giorno dalla data di scadenza (ravvedimento sprint), la sanzione è pari al 0,1% giornaliero per ogni giorno di ritardo. Ad esempio se la regolarizzazione avviene il quarto giorno la sanzione sarà pari a: 0,1% x 4 = 0,4%. Se la regolarizzazione avviene il quattordicesimo giorno la sanzione sarà pari a: 0,1% x 14 = 1,4%;
  • dal quindicesimo al trentesimo giorno (ravvedimento breve), invece, la sanzione prevista è pari al 1,5% (1/20 del 30%);
  • dal trentunesimo giorno al novantesimo giorno dalla normale scadenza, la sanzione è pari al 1,67% (1/18 del 30%);
  • oltre 90 giorni dalla normale scadenza ed entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, la sanzione è pari al 3,75% (1/8 del 30%);
  • oltre 1 anno dal termine fissato per il versamento ed entro 2 anni dal medesimo termine: sanzioni ridotte al 4,29% (pari ad 1/7 del 30%) ed interessi legali calcolati a giorni di ritardo;
  • oltre 2 anni dal termine fissato per il versamento: sanzioni ridotte al 5% (pari ad 1/6 del 30%) ed interessi legali calcolati a giorni di ritardo.

Interessi

Vanno calcolati a giorni in base al tasso legale (articolo 1284 del codice civile) applicabile:

  • dal 01 gennaio 2015 il tasso di interesse legale è fissato allo 0,5 % (Decreto 11 dicembre 2014 del Ministero dell'Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 290 del 15/12/2014);
  • dal 01 gennaio 2016 il tasso di interesse legale è fissato allo 0,2 % (Decreto 11 dicembre 2015 del Ministero dell'Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15/12/2015);
  • dal 01 gennaio 2017 il tasso di interesse legale è fissato nella misura dello 0,1% (Decreto Ministeriale 07 dicembre 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 291 del 14/12/2016);
  • dal 01 gennaio 2018 il tasso di interesse legale è fissato nella misura dello 0,3% (Decreto Ministeriale 13 dicembre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15/12/2017);
  • dal 01 gennaio 2019 il tasso di interesse legale è fissato nella misura dello 0,8% (Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 12 dicembre 2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15/12/2018);
  • dal 01 gennaio 2020 il tasso di interesse legale è fissato nella misura dello 0,05% (Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 12 dicembre 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 293 del 14/12/2019);
  • dal 01 gennaio 2021 il tasso di interesse legale è fissato nella misura dello 0,01% (Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze dell’ 11 dicembre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 310 del 15/12/2020).

N.B.: gli interessi vanno calcolati solo sul tributo non pagato e non anche sulla sanzione.

I versamenti dell’imposta devono essere effettuati con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione decimale è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.

L’imposta non è dovuta se l’importo complessivo per l’anno - e non per le singole rate di acconto e di saldo - è uguale o inferiore a € 12,00. In questo caso non occorre effettuare il versamento.

Nel mod. F24 le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente all'imposta dovuta. Occorre inoltre barrare sempre la casella "ravvedimento".

Calcolo online

CALCOLO IMU ONLINE

Rimborsi, riversamenti ad altri Comuni e regolarizzazione versamenti

RIMBORSI

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con risoluzione n. 2 del 13 dicembre 2012, ha precisato che i contribuenti che hanno versato più del dovuto possono chiedere il rimborso al Comune, anche nel caso che il credito si riferisca alla quota statale dell'imposta. La domanda di rimborso, redatta preferibilmente sull'apposito modello, va presentata o spedita all'ufficio (anche via e-mail all'indirizzo protocollo@pec.comune.francavilla.ch.it), allegando la documentazione che si ritiene utile per l'istruttoria, insieme ad una copia di un documento di riconoscimento in corso di validità.

L'art. 1, commi 724 e 726 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 stabilisce che, in relazione alle istanze di rimborso dell'Imu, il Comune provvede a rimborsare la quota di propria spettanza e a segnalare al Ministero dell'Economia e delle Finanze e dell'Interno l'eventuale quota a carico dell'erario, il quale effettua il rimborso ai sensi dell'art. 68 delle istruzioni sul servizio di Tesoreria dello Stato di cui al decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 29 maggio 2007.

Con decreto interministeriale del 24 febbraio 2016 e con circolare n. 1/DF del 14 aprile 2016 del MEF è stato disposto l'inserimento, da parte dei Comuni, dei dati relativi ai rimborsi di competenza statale in apposita sezione del Portale del federalismo fiscale.

RIVERSAMENTI AD ALTRI COMUNI

Lo stesso modello di richiesta di rimborso/riversamento deve essere utilizzato da chi ha effettuato erroneamente un versamento al Comune di Francavilla al Mare anziché al Comune dove sono ubicati i propri immobili (es. indicato erroneamente il codice del Comune di Francavilla al Mare (D763) anziché il codice proprio del Comune competente). L'ufficio provvede a riversare la somma direttamente al Comune di competenza.

REGOLARIZZAZIONE VERSAMENTI

Nel caso in cui l'Imu dovuta sia stata complessivamente versata, ma siano stati erroneamente indicati i codici tributo e versato allo Stato somme di competenza del Comune, o viceversa, il contribuente segnala l'errore all'ufficio (anche via e-mail all'indirizzo protocollo@pec.comune.francavilla.ch.it, utilizzando preferibilmente l'apposito modello) per le conseguenti regolazioni finanziarie tra Stato e Comune.

Per informazioni

Settore Tributi del Comune di Francavilla al Mare, corso Roma ,7  CAP. 66023

Telefono: 085/ 4920272

Per le semplici comunicazioni o richieste di informazioni:

Per la trasmissione di documenti (dichiarazioni, variazioni, cessazioni, domande di rimborso, richieste di riesame, etc.):

  • e-mail: protocollo@pec.comune.francavilla.ch.it (da indirizzo di posta certificata)

Ricevimento al pubblico, previo appuntamento: lunedì e mercoledì dalle 9:00 alle 13:00, giovedì dalle 15:00 alle 17:00, presso sportello tributi quarto piano edificio comunale, fatte salve eventuali restrizioni dettate da misure di contenimento dell’epidemia da COVID-19.

Ricevimento telefonico: lunedì e mercoledì dalle 10:00 alle 12:00, martedì 15:00 alle 17:00.

Responsabili del procedimento:

Responsabile dell’Ufficio Tributi dott.ssa Maria Rosa Ciotta

Responsabili del provvedimento:

Responsabile del Settore I dott.ssa De Ritis Miranda

 

 

Chi contattare

Personale da contattare: Ciotta Maria Rosa

Altre strutture che si occupano del procedimento

Conclusione tramite silenzio assenso: no
Conclusione tramite dichiarazione dell'interessato: no

Riferimenti normativi

Servizio online

Tempi previsti per attivazione servizio online: 31/12/2022
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Recapiti e contatti
Corso Roma, 7 - 66023 Francavilla al Mare (CH)
PEC protocollo@pec.comune.francavilla.ch.it
Centralino +39. 085.49201
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